il mio fiore per te
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Una bella notizia

È in corso di pubblicazione un inedito di Binni del 1934, L’ultimo periodo della lirica leopardiana. Il volume è pubblicato dalle Edizioni del Fondo Walter Binni in coedizione con Morlacchi editore di Perugia. A cura di Chiara Biagioli, premessa di Enrico Ghidetti, presenta il testo inedito della tesina universitaria del 1934 che Binni, allora allievo di Attilio Momigliano alla Scuola Normale Superiore di Pisa, ha sempre indicato come nucleo di origine della Nuova poetica leopardiana del 1947.

poesia

Sapori senili

Sanno d’addii di care persone
i miei tramonti ora;
ogni alba di baci ritrovati
di perduta amante cara

Un libro

Presentato il nuovo libro di Raffaele Urraro. Sotto la lente dell’autore la vita sentimentale e il rapporto che il grande Giacomo Leopardi aveva con le donne.

Mancava forse nel già vasto panorama degli studi e degli scritti su uno dei nostri più grandi poeti, Giacomo Leopardi, un aspetto peculiare della sua vita sentimentale e del rapporto con le donne da lui conosciute e in qualche modo frequentate. Questo aspetto è stato magistralmente descritto, commentato e valutato da Raffaele Urraro nel suo ultimo libro "Giacomo Leopardi, le donne, gli amori", edito dalla nota Casa Editrice Leo S. Olschki di Firenze e presentato per la prima volta (ieri, 15 novembre 2008, ndr), nell’auditorium dell’Istituto Alberghiero Luigi de’ Medici di Ottaviano.
Si tratta di un libro corposo e intenso, che ha impegnato Urraro per molti anni in approfondite e dettagliate ricerche, soprattutto presso il Centro Nazionale Studi Leopardiani di Recanati, ma che si fa leggere con piacere grazie alla scrittura scorrevole e all’ottimo impianto espositivo dell’Autore. Il libro rappresenta certamente una novità in questo campo, perché, come ampiamente illustrato e sottolineato dai valenti relatori con una colta e fluida esposizione del tema trattato dall’Urraro, era importante rimarcare non tanto la storia terrena degli insuccessi amorosi di Leopardi, insuccessi generati purtroppo, come sappiamo, dal suo stato fisico deforme, ma quanto la storia spirituale, filosofica e poetica che, proprio grazie a queste frequentazioni femminili, hanno "ispirato" in lui opere e poesie di grandissimo valore letterario.
Nel libro sono descritti gli incontri, le donne e anche luoghi e situazioni, per cui ci viene offerto anche un interessante spaccato della vita sociale dell’epoca. Un libro interessante e piacevole, da leggersi come un romanzo, e che non deve assolutamente mancare nelle nostre librerie e nelle biblioteche.
Raffaele Urraro è laureato in lettere classiche presso l’Università Federico II di Napoli, è giornalista pubblicista, poeta e saggista. Oltre a numerose opere di poesia, ha realizzato in collaborazione con Giuseppe Casillo, molte antologie di classici latini e una storia della letteratura italiana in 3 volumi. I relatori: Giuseppe Casillo, scrittore; Marcello Carlino, docente di letteratura italiana moderna e contemporanea presso l’Università "La Sapienza" di Roma; Ruggero Guarini, scrittore, redattore del Corriere del Mezzogiorno; Alessandro Carandente, poeta e scrittore, direttore della rivista di letteratura e arte "Secondo Tempo".
Ha concluso lo stesso Raffaele Urraro, salutando e ringraziando i convenuti, e illustrando ulteriori interessanti passaggi del suo libro.
Numeroso e attento il pubblico in sala, tra cui molti amici e conoscenti dell’Autore, poeti e scrittori napoletani e dell’area vesuviana.

Autore: Giuseppe Vetromile

Sulla felicità

Metafisico. Perché se la vita non è felice, che fino a ora non è stata, meglio ci torna averla breve che lunga.
Fisico. Oh cotesto no: perché la vita è bene da se medesima, e ciascuno la desidera e l’ama naturalmente.
Metafisico. Così credono gli uomini; ma s’ingannano: come il
volgo s’inganna pensando che i colori sieno qualità degli oggetti;
quando non sono degli oggetti, ma della luce. Dico che l’uomo non
desidera e non ama se non la felicità propria. Però non ama la vita, se
non in quanto la reputa instrumento o subbietto di essa felicità. In
modo che propriamente viene ad amare questa e non quella, ancorché
spessissimo attribuisca all’una l’amore che porta all’altra. Vero è che
questo inganno e quello dei colori sono tutti e due naturali. Ma che
l’amore della vita negli uomini non sia naturale, o vogliamo dire non
sia necessario, vedi che moltissimi ai tempi antichi elessero di morire
potendo vivere, e moltissimi ai tempi nostri desiderano la morte in
diversi casi, e alcuni si uccidono di propria mano. Cose che non
potrebbero essere se l’amore della vita per se medesimo fosse natura
dell’uomo. Come essendo natura di ogni vivente l’amore della propria
felicità, prima cadrebbe il mondo, che alcuno di loro lasciasse di
amarla e di procurarla a suo modo. Che poi la vita sia bene per se
medesima, aspetto che tu me lo provi, con ragioni o fisiche o
metafisiche o di qualunque disciplina. Per me, dico che la vita felice,
saria bene senza fallo; ma come felice, non come vita. La vita
infelice, in quanto all’essere infelice, è male; e atteso che la
natura, almeno quella degli uomini, porta che vita e infelicità non si
possono scompagnare, discorri tu medesimo quello che ne segua.

Lo Zibaldone nel mondo

12/11/2008
RECANATI: Il CNSL a Zurigo per promuovere ‘Leopardi nel mondo’
Tradurre lo Zibaldone di Leopardi nelle lingue più conosciute e parlate in Europa: è questo l’ambizioso obiettivo del progetto ‘Leopardi nel mondo’.

Una delegazione del ‘Centro Nazionale Studi Leopardiani’ (CNSL) infatti, è da poco rientrata in Italia dopo il convegno organizzato a Zurigo da Tatiana Crivelli, titolare della cattedra di Letteratura Italiana dell’Università svizzera, e dall’‘Istituto Italiano di Cultura’. Convegno che ha aperto nuove e importanti prospettive nei rapporti del CNSL con le istituzioni culturali europee.
In particolare si è discusso del potenziamento e arricchimento delle relazioni internazionali, mediante le quali dar seguito e rinnovato vigore al progetto che l’ex presidente del CNSL, Franco Foschi, aveva coltivato con passione e lungimiranza durante i venti anni del suo incarico.
L’obiettivo è quello di affiancare alla traduzione integrale e commentata dello Zibaldone in inglese, a cura del ‘Leopardi Centre’ di Birmingham, e a quella in lingua francese e spagnola promossa dalla Cattedra di Letteratura Italiana di Barcellona, quella in tedesco, per raggiungere la meta di uno Zibaldone europeo, ossia leggibile nelle principali lingue europee e fruibile anche con i mezzi informatici.
Ulteriori informazioni sul sito del CNSL