l’Infinito

 

 

l’Infinito

 
Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
De l’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminato
Spazio di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo, ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e ‘l suon di lei. Così tra questa
Infinità s’annega il pensier mio:
E ‘l naufragar m’è dolce in questo mare
 

  

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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4 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Sarah
    Dic 08, 2007 @ 19:18:05

    Salve,
    devo proprio ammettere che non esiste poesia migliore di  questa.  Ineffetti è la mia preferita!!!!!!!
     
    Kathleen

    Rispondi

  2. Hεnry
    Dic 17, 2007 @ 20:46:15

    Leopardi e Chopin…un accostamento che trascende la perfezione..manca giusto un bel quadro di Caravaggio come sfondo e poi ci siamo…o qualche verso di Dante..
    Impossibile scegliere tra queste singole perfezioni..
    Io di Leopardi ho in mente due poesie in particolare.."alla sua donna" ed "il pensiero dominante"..
    Non me ne staccherò mai..
    Ne dal senso poetico
    Ne dal soggetto destinatario..

    Rispondi

  3. Hεnry
    Dic 17, 2007 @ 20:46:15

    Leopardi e Chopin…un accostamento che trascende la perfezione..manca giusto un bel quadro di Caravaggio come sfondo e poi ci siamo…o qualche verso di Dante..
    Impossibile scegliere tra queste singole perfezioni..
    Io di Leopardi ho in mente due poesie in particolare.."alla sua donna" ed "il pensiero dominante"..
    Non me ne staccherò mai..
    Ne dal senso poetico
    Ne dal soggetto destinatario..

    Rispondi

  4. Carmelina
    Dic 19, 2007 @ 12:10:36

    Ciao, nuovo amico.
    Condivido pienamente il tuo accostametno di Leopardi a Caravaggio.
     Le opere mature di questo grandissimo  pittore della luce, ma sopprattutto del buio, da cui le figure emergono in modo ambiguo, ( sono appena emerse dal buio o ne stanno per essere risucchiate?), è la perfetta traduzione in immagine della concezione del Nulla Infinito di Leopardi, da cui tutto l’ esistente deriva ed in cui tutto l’ esistente si dissolve. Ho provato ad entrare nel tuo blog, senza riuscirci. Ciao!

    Rispondi

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