Discussione su La Ginestra a modo mio…

 

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La Ginestra a modo mio…

La Canzone (almeno nella sua parte iniziale) è dominata, a mio parere, da un dualismo molto forte che si manifesta nelle immagini dipinte arditamente a colori forti ed in modo tale da presentarsi immediatamente agli occhi di chi legge.
Il binomio luce/tenebre, presente nel versetto giovanneo posto in epigrafe (sul quale si potrà ritornare), è presentato tutt’intero nella figura dello "sterminator Vesevo". Possente montagna dall’ "arida schiena", afflitta da "impietrata lava" e da serpi che s’annidano e si contorcono; paesaggio desolato abbellito solo da "cespi solitari" che spandono intorno un aroma profumato. Nessun altro fiore, nessun altro cespuglio vive nella desolazione.. Solo la ginestra già veduta e odorata a Recanati: solo questi steli adornano il capo vuoto di quel re possente e addormentato. Non si lamenta, no, quel fiore ad esser solo: esiste e si contenta di essere, felice di essere insieme ad altre gialle corolle che le crescono accanto..
Così, camminando e fermandosi un attimo per chiudere gli occhi si può ripensare e cercare di vedere con lo sguardo della mente i grandi preziosi giardini e i magnifici palazzi che giacevano un tempo ai piedi dell’altero monte, ben degni della sua possanza.. Ma poi riaprire gli occhi ed osservare la rovina di tutto, proprio là, dove sorgono quei cespugli gialli e odorosi che sembrano cullare colui che osserva e pensa e rivede.. Così il deserto è meno deserto e mostra che sì c’è una speranza di vita.. Ma cosa sono degli steli profumati, cosa sono quelle piccole corolle che ondeggiano alla brezza notturna? Tutto è nero d’intorno, esse solo sono piccole luci accese nella notte.. Ma ci sono, pur piccole e selvagge..
Andiamo, allora, dunque, noi che crediamo l’uomo invincibile a tal punto da credersi immortale, andiamo a vedere cos’è questo piccolo essere di fronte alla natura che in un attimo può cancellare tutto ciò che egli ha creato. Questo è il progresso? Questa la magnificenza della scienza?
Guardatevi uomini di oggi (2006) e specchiatevi alle falde di un vulcano addormentato, nei resti di un maremoto, in ciò che un terremoto cancella in un attimo… Che dite allora, uomini? Dov’è la vostra grandezza?
Perché abbandonare la vera strada che indica ciò che l’uomo è? "Perché amare le cose vane"? (Salmo 4) Quale sarà la via? Quale per camminare nella luce? Perché scegliamo le tenebre? Perché dimentichiamo che "solo un soffio è ogni uomo che vive,/come ombra è un uomo che passa;/ solo un soffio che si agita,/accumula ricchezze e non sa chi le raccolga. " (Salmo39)
L’umiltà della creatura non è "piegare il capo renitente", è, invece, il coraggio di continuare nella consapevolezza della vanità di ciò che si crede progresso e che, invece, è regresso…ma nella coscienza di essere, appunto, creatura e non dio…
 
Pubblicato da Maria Grazia

 

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3 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Carmelina
    Nov 26, 2007 @ 10:36:23

    Leggevo, qualche giorno fa, la descrizione di un paesaggio siciliano: ginestre, anche lì. Soltanto che l’ autrice ne evidenziava la violenza del colore, lo stacco netto e quasi brutale di quel giallo acceso  in contraso con la campagna brulla. Fiore ambiguo, dal profumo delicato, ma dal colore prepotente, che sembra sfidare l’ ardità dei siti in cui germoglia.
     

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  2. Giuseppe
    Nov 26, 2007 @ 14:23:41

    E si Carmelina. a qualche kilometro da dove abito io, c’è un posto con tanta acqua chiamato Inistrata, cioè il posto delle ginestre. Sopra Palermo, vicino Piana degli Albanesi, c’è  Portella delle Ginestre, dove il Promo maggio del 47 credo Giuliano sparò ai contadini.

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  3. maria
    Dic 09, 2007 @ 11:57:53

    ciao! Molto bello questo blog, qualche volta passa nel mio.
    Ah, io abito a Castellammare di Stabia, vicino Torre del Greco, dove c’è una stazione chiamata "villa delle ginestre".
    il parco Letterario del Vesuvio permette di fare delle escursioni molto suggestive, perchè appunto "tematiche"!
    Invito tutti a provare almeno una volta l’esperienza!
     
    maria

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