Dal Centro Studi

Data e ora di inserimento: (11-11-2007, 20:30:48)

Clicca per visualizzare le immagini associate(sintesi
dell’intervento del Prof. Lucio Felici – nella foto a dx; a sx il prof.
Pietro Citati – alla manifestazione del 31 ottobre presso il Comune di
Recanati in collaborazione con il Ministero dei Beni e le Attività
Culturali ‘Ottobre piovono libri’ alla presenza del direttore generale
del Ministero Dott. Luciano Scala)

Nella prima parte del suo intervento, Felici ha messo a fuoco le
diverse fasi del Centro Nazionale di Studi Leopardiani prima della
ventennale direzione di Franco Foschi: gli anni della costruzione,
dalla nascita nel 1937 (primo centenario della morte del poeta) al
1940, sotto la direzione operosa di Manfredi Porena, noto dantista che
impostò la struttura e i programmi del nuovo istituto; gli anni
difficili della guerra e del dopoguerra, durante i quali l’attività del
Centro rimase in vita grazie all’impegno e all’abilità di Ettore
Leopardi (direttore dal 1940 al 1945) e poi dei suoi successori in
veste di “commissari straordinari” (il pittore Biagio Biagetti dal 1945
al 1948, il giurista Romeo Vuoli dal 1948 al 1959); il lungo periodo di
graduale ripresa sotto la direzione, dal 1959 al 1987, di Umberto Bosco
che, fra l’altro, istituì i convegni internazionali con cadenza
quadriennale e fece del Centro – finalmente dotato di una sua sede –
un’istituzione di indiscusso prestigio scientifico.

La seconda parte dell’intervento è stata tutta dedicata a Franco
Foschi, direttore e poi presidente del Centro dal 1987 fino alla morte
avvenuta nell’agosto scorso. Felici ne ha anzitutto tratteggiato la
complessa personalità di scienziato neuropsichiatra, di uomo politico
chiamato alle più alte cariche, di studioso dei problemi sanitari e
sociali (con un particolare interesse per la condizione degli
emigrati), di storico del territorio recanatese, di cultore della
poesia e delle arti: tante vocazioni ed esperienze diverse che hanno
trovato la più alta sintesi nella passione per Recanati (di cui fu
sindaco dal 1960 al 1970) e per Giacomo Leopardi. Promotore della legge
“Leopardi nel mondo”, egli ha investito le risorse che quella legge gli
assicurava in un progetto ambizioso finalizzato sia alla ricerca
scientifica sia alla diffusione planetaria e capillare del genio
leopardiano. Tra le innumerevoli iniziative realizzate, Felici ha
ricordato: la costituzione di gruppi di lavoro nelle città leopardiane
(Recanati, Roma, Firenze, Bologna, Napoli); i convegni organizzati o
patrocinati, soprattutto nel 1998 (bicentenario della nascita del
poeta), in ogni luogo d’Italia, nelle principali città europee, nelle
Americhe, in Australia, persino in India, in Cina e in alcuni paesi
africani; le mostre, che hanno portato alla luce una documentazione
inedita o poco conosciuta; l’impulso dato alle traduzioni delle opere
leopardiane in varie lingue; i corsi per studenti e giovani studiosi
italiani e stranieri; infine, la creazione, a Recanati, di un Centro
Mondiale della Poesia e della Cultura, concepito come luogo d’incontro
e di scambi tra poeti, letterati, artisti di qualsiasi nazionalità.

Nella conclusione, Felici ha spiegato i compiti del Comitato
scientifico che, dall’inizio di quest’anno, affianca il Consiglio di
amministrazione del Centro Studi. Composto da alcuni fra i più
autorevoli leopardisti, il Comitato è l’organismo che tutela la ricca e
difficile eredità lasciata da Foschi, ricommisurandola alle risorse e
alle richieste del mutare dei tempi. Tra i primi progetti in cantiere,
il Convegno internazionale del 2008, l’allestimento di una Mostra documentaria permanente, la formazione di una biblioteca digitale, la riattivazione delle cattedre leopardiane e dei rapporti con università e istituti culturali italiani e stranieri:
un libero dialogo con le molteplici espressioni del mondo della
cultura, ferma restando l’autonoma identità del Centro Studi, le cui
caratteristiche, costantemente riaffermate da Foschi, consistono nel
necessario equilibrio tra vocazione universale – essenza del pensiero e
della poesia di Leopardi – e profondo radicamento nella realtà di
Recanati “Città della poesia”.

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