Leopardi segreto

In questi giorni sta uscendo un libro (non si può chiamarlo "saggio") che con questo titolo vorrebbe invitare all’acquisto. Io l’ho comprato per motivi che scriverò e dopo 74 pagine, lette in un lampo, vorrei esprimere pubblicamente il mio modesto giudizio. L’autore è un certo Mario Pincherle, nato a Bologna nel 1919 e, riporto dal retro di copertina, poeta e scrittore, "appassionato studioso di molti aspetti che compongono la vita dell’uomo, tutto questo l’ha portato ad interessarsi di materie tecniche e umanistiche quali ingegneria, architettura, archeologia, teologia e lingue antiche". Non è, quindi, un leopardista esperto di studi su Giacomo. Il libro si presenta come "un’appassionante ricostruzione del diario di Giacomo Leopardi basato sulla recente scoperta di alcuni scritti giovanili del poeta".
Il motivo per cui l’ho comprato è che in queste pagine viene delineata una specie di "parentela" di Giacomo con il poeta del 1400 Pandolfo Collenuccio. I versi di una Canzone alla Morte di quest’ultimo, sono praticamente uno specchio della Cantica dell’Appressamento alla Morte di Leopardi. Di qui tutta una serie di congetture che passano per l’idea di reincarnazione. Il tutto scritto da un uomo che si definisce uno dei "tre poeti nel mondo senza Tempo" . Questo "diario" (come ci si possa permettere di chiamarlo tale proprio non lo capisco) è infarcito di citazioni prese non si sa da dove, di invenzioni miste alle verità scritte da Giacomo, senza virgolettature corrette, di modo che se una persona non è esperta e conoscitrice dell’opera e della biografia leopardiane, prende senz’altro per oro colato quanto vi è riportato. Operazione alquanto "furbetta" dell’autore che, a scanso di problemi, alla fine del libro scrive: "questo fantastico Diario non fu scritto da G. L. Tuttavia è un mosaico di prose leopardiane tratte dallo Zibaldone, dai Pensieri, dall’Epistolario, dalle Carte napoletane e dagli inediti di Ranieri". Poi prosegue scrivendo di episodi tratti da questo e da quello, soprattutto da altre biografie che a loro volta riportavano episodi (totalmente da verificare). Poi, bontà sua, scrive: "Fra tanta prosa leopardiana traspare, forse in alcuni punti troppo palesemente, la prosa dell’Autore del libro, che ha il compito di tenere insieme le tessere del mosaico. Volutamente è resa facile la distinzione tra la "colla" e i frammenti originali".
Questo non è del tutto vero, come ho detto sopra e facilmente il lettore non esperto può essere tratto in inganno. Oltre a ciò il soffermarsi con compiacenza su particolari scabrosi e la supponenza dell’Autore, consolida la mia opinione negativa su questo libro.
Personalmente, mano a mano che proseguo, devo forzare me stessa a continuare perché sarei tentata di scaraventare tale prodotto fuori dalla finestra, oltre che rimpiangere i 19 euro spesi! Ma questa è solo la mia opinione ovviamente!
Dimenticavo: quasi ad ogni pagina viene pubblicata una poesia dell’autore (che non si capisce cosa c’entri con Leopardi e Collenuccio, a meno che il Pincherle non si senta la reincarnazione dei due poeti…).
Ho creduto bene scrivere il mio pensiero su questo "Leopardi segreto", ho sentito di doverlo prima di tutto a Giacomo che ritengo tradito e stravolto…
Buona domenica!
 
Pubblicato da Maria Grazia
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