Torre del greco

La vita a Torre del Greco e a Napoli

                                                                                     

                

                          

Durante il soggiorno a Napoli Leopardi continua a star male. I medici Mannella e Postiglione consigliano come rimedio alla sua malattia l’aria di Torre del Greco. Il cognato del Ranieri ; possiede una villetta proprio a Torre del Greco e così il Ranieri vi conduce Leopardi nell’aprile 1836. Il Poeta alloggia in una stanza del primo piano e nelle giornate buone esce a fare qualche passeggiata recandosi presso la casetta di una giovane contadina, la quale gli parla delle varie eruzioni vesuviane. In giugno la comitiva ritorna a Napoli, ma in agosto già sono costretti al ritorno nella villa torrese. Tutto va per il meglio, quando a Napoli scoppia il colera. E’ di questo periodo la lettera al padre nella quale il Poeta manifesta la sua voglia di allontanarsi dalla zona di campagna in cui si trova e fa notare la sua ottima salute. Nei mesi invernali il Poeta trascorre: "più mesi tra incredibili agonie………..il suo fisico non resiste e il ginocchio gli diventa grosso…………..e inoltre in febbraio si ammala di un attacco di petto con febbre " (come scrive al padre il 9 marzo 1837). Inoltre Leopardi deve combattere contro i pidocchi che infestano la sua biancheria perchè non può permettersi una lavandaia. Spende solo per pagare un cocchiere detto "Palladoro" che porta e riporta il dottore Mannella dalla villa alla sua abitazione e accompagna il Ranieri a Napoli. Il Poeta continua a lamentarsi della sua abitazione ed inoltre pretende che il Ranieri faccia portare da Napoli nella zona, cose che si trovano molto facilmente in città. Un ospite così lo manderebbe chiunque a quel paese, ma il Ranieri, legato da profonda amicizia, non medita tale progetto. Il 16 febbraio 1837 il Leopardi ritorna a Napoli e, dopo un lungo riposo, la sua salute migliora. A marzo inizia a fare molte passeggiate.  

             Ma il 15 maggio si sente di nuovo male, così viene chiamato il dottor Mannella che dichiara che si tratta di idropericardia, ma il Leopardi dice di avere solo una crisi di nervi e non accetta le cure del dottore che cerca di convincerlo a tornare a Torre del Greco. Egli accetta di partire il 9  giugno, ma riesce a restare a Napoli fino al 14 e, mentre sta per partire, si mette a letto agonizzante.Secondo la versione più diffusa, arriva anche il dottor Mannella che dice di chiamare il prete ma nel frattempo il Leopardi cessa di respirare. Quando arriva Frate Felice da S. Agostino si riuniscono tutti in preghiera per il Poeta appena defunto. La salma fu sepolta nella Chiesa di San Vitale a Fuorigrotta.

 Postato da Giuseppe

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