Storia del genere umano. 1

1 – STORIA DEL GENERE UMANO

Narrasi che tutti gli uomini che da principio popolarono la terra, fossero creati

per ogni dove a un medesimo tempo, e tutti bambini, e fossero nutricati dalle

api, dalle capre e dalle colombe nel modo che i poeti favoleggiarono

dell’educazione di Giove. E che la terra fosse molto più piccola che ora non è,

quasi tutti i paesi piani, il cielo senza stelle, non fosse creato il mare, e

apparisse nel mondo molto minore varietà e magnificenza che oggi non vi si

scuopre. Ma nondimeno gli uomini compiacendosi insaziabilmente di riguardare

e di considerare il cielo e la terra, maravigliandosene sopra modo e riputando

l’uno e l’altra bellissimi e, non che vasti, ma infiniti, così di grandezza come

di maestà e di leggiadria; pascendosi oltre a ciò di lietissime speranze,

e traendo da ciascun sentimento della loro vita incredibili diletti, crescevano

con molto contento, e con poco meno che opinione di felicità. Così

consumata dolcissimamente la fanciullezza e la prima adolescenza, e venuti

in età più ferma, incominciarono a provare alcuna mutazione. Perciocché le

speranze, che eglino fino a quel tempo erano andati rimettendo di giorno in

giorno, non si riducendo ancora ad effetto, parve loro che meritassero poca

fede; e contentarsi di quello che presentemente godessero, senza promettersi verun accrescimento di bene, non pareva loro di potere, massimamente che l’aspetto delle cose naturali e ciascuna parte della vita giornaliera, o per l’assuefazione o

per essere diminuita nei loro animi quella prima vivacità, non riusciva loro di

gran lunga così dilettevole e grata come a principio. Andavano per la terra

visitando lontanissime contrade, poiché lo potevano fare agevolmente, per

essere i luoghi piani, e non divisi da mari, né impediti da altre difficoltà; e

dopo non molti anni, i più di loro si avvidero che la terra, ancorché grande,

aveva termini certi, e non così larghi che fossero incomprensibili; e che tutti

i luoghi di essa terra e tutti gli uomini, salvo leggerissime differenze, erano

conformi gli uni agli altri. Per le quali cose cresceva la loro mala contentezza

di modo che essi non erano ancora usciti della gioventù, che un espresso

fastidio dell’esser loro gli aveva universalmente occupati. E di mano in mano

nell’età virile, e maggiormente in sul declinare degli anni, convertita la sazietà

in odio, alcuni vennero in sì fatta disperazione, che non sopportando la luce

e lo spirito, che nel primo tempo avevano avuti in tanto amore,

spontaneamente, quale in uno e quale in altro modo, se ne privarono.

(1. continua)

Postato da Giuseppe

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