Per cominciare bene

L’infinito

Sempre caro mi fu quest’ermo colle,

E questa siepe, che da tanta parte

Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.

Ma sedendo e mirando, interminati

Spazi di là da quella, e sovrumani

Silenzi, e profondissima quiete

Io nel pensier mi fingo; ove per poco

Il cor non si spaura. E come il vento

Odo stormir tra queste piante, io quello

Infinito silenzio a questa voce

Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,

E le morte stagioni, e la presente

E viva, e il suon di lei. Così tra questa

Immensità s’annega il pensier mio:

E il naufragar m’è dolce in questo mare.

 

Postato da Giuseppe

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1 Commento (+aggiungi il tuo?)

  1. Unknown
    Lug 25, 2006 @ 19:19:03

    Ebbene si! Sempre caro mi sarà questo ermo colle e tutta la vista che ci regala una sera sotto le tenere sonorità del vento che muove i rami e le foglie! Ebbene si, arriveranno allora li pensieri, le stagioni passate presenti… e allora sarà uno scivolare lento, un naufragare dolce, un abbandono vero ai pensieri.
     
    3DP

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